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Hackerare WhatsApp è un’operazione decisamente semplice, alla portata di tutti coloro che vantano una minima esperienza in fatto di computer.

Come riporta il sito Oversecurity, infatti, proseguono i problemi che coinvolgono il celebre programma di messaggistica istantanea: mentre è stato appena risolto il nodo legato alla memorizzazione delle conversazioni in chiaro, un ricercatore tedesco è riuscito a individuare un nuovo punto debole, se possibile decisamente più preoccupante.

Infatti, è possibile violare l’autenticazione degli utenti nel corso della ricezione o dell’invio di messaggi: in altre parole, un estraneo ha la possibilità di entrare in possesso di un profilo WhatsApp  spedendo messaggi.

Qualsiasi utente intenzionato a spedire un messaggio o semplicemente a controllare se sono presenti dei messaggi da leggere deve autenticarsi mediante una password sui server: password che viene generata dal software in automatico. Tale parola chiave, tuttavia, può essere riconducibile con facilità, visto che è fondata sul codice Imei del Marc Address per coloro che usano Apple. In particolare, l’identificativo del telefono viene invertito, e infine si genera il codice Hash.

Il nome utente, invece, è rappresentato dal numero di cellulare, con davanti il prefisso internazionale privo del doppio zero. Se si utilizza WhatsApp, è sufficiente aprire il browser per autenticarsi, semplicemente digitando un url specifico (ttps://r.whatsapp.net/v1/exist.php?cc=$countrycode&in=$phonenumber&udid=$password) inserendo, al posto di phonenumber, il proprio numero di telefono, al posto di password la propria password e al posto di countrycode il proprio codice paese (che è 39 per l’Italia). Una volta digitata la stringa, il browser darà vita a una stringa che riporta l’esito positivo dello stato. In altre parole, si è ottenuta la conferma che l’accesso all’account è stato ottenuto. Viceversa, nel caso in cui compaia la scritta Fail, significa che la password è sbagliata.

Utilizzando la stessa tecnica, è possibile spedire messaggi ad altri utenti del servizio di messaggistica, oppure controllare la presenza di messaggi ricevuti. Per altro, è addirittura possibile rendere automatica la procedura, grazie a uno script chiamato WhatsApi che può essere reperito sul circuito GitHub. Tale script consente di mettere alla prova la sicurezza del software rendendo possibile la ricezione e l’invio di messaggi mediante il computer invece che tramite smartphone. Facile da usare, WhatsApi richiede tuttavia l’installazione di Php, o in alternativa una distribuzione Unix Based. Una volta scaricato lo script, occorre estrarre il contenuto, aprire il file chiamato whatsapp.app nella cartella denominata test e grazie all’editor di test modificare i parametri già visti in precedenza (codice Paese, password e nome utente).

Nel campo Nickname, naturalmente, dovrà essere specificato il soprannome, mentre nel campo Sender dovrà essere inserito il numero di telefono anticipato dal country code, senza il doppio zero. Una volta salvato il file, si può avviare lo script, seguendo le istruzioni riportate direttamente dal programma: potremo, quindi, inviare nuovi messaggi e dare il via a conversazioni interattive attraverso i vari parametri.


Insomma, hackerare WhatsApp  sembra decisamente facile.

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Fonte: TelefoniaNews.it

http://www.telefonianews.it/off-topic/come-hackerare-whatsapp/

Un Commento a “Come hackerare whatsapp”

  • Patrizio:

    Non ho capito come fare per vedere whatsapp sul pc
    Io sarei felice se tu mi spiegassi piu semplicemente i vari passaggi…
    Lo devo fare per vedere se mia figlia mi dice la verità.. Ho seri problemi con lei..
    Io ho la scatola del suo iPhone chiaramente so il suo numero di Cell. Mi bastano questi dati ?
    Grazie

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